Anton Gregorčič viene ordinato sacerdote il 10 gennaio 1875 dall’arcivescovo Gollamyr, mentre sta completando l’ultimo anno del corso teologico presso il Seminario Centrale di Gorizia.
Gli anni in cui matura la sua formazione sacerdotale sono segnati in Austria da una serie di cambiamenti istituzionali: viene emanata la nuova costituzione che dà vita al dualismo Austro-Ungarico (1867), entrano in vigore una serie di leggi d’impronta liberale (tra cui la nuova legislazione scolastica e quella sulle associazioni), viene denunciato il Concordato con la Santa Sede.
Per la Chiesa cattolica sono gli anni del Concilio Vaticano I e della lotta contro le derive anticristiane del mondo moderno.
Nel Seminario goriziano, dove studiano allievi italiani, sloveni e croati delle diocesi del Litorale austriaco, stanno emergendo tensioni di carattere nazionale. La dirigenza dell’istituto si trova infatti a dover ricercare un prudente e spesso faticoso equilibrio tra i diversi chierici, tra i quali iniziano a farsi strada lo scontro e l’animosità. Considerando in generale come l’appartenenza nazionale stia divenendo un tema politico del quale il clero non è affatto estraneo.
Sono anche gli anni in cui si stanno articolando le strutture rappresentative a livello provinciale (la Dieta è attiva dal 1861) e austriaco (la Camera dei deputati del Reichsrat dal 1873 è eletta a suffragio diretto).
L’arcivescovo Gollmayr sostiene la possibilità di una centrale elettorale capace di unire i cattolici al di là delle nazionalità (il Circolo cattolico del Goriziano, fondato da Calo Doliac nel 1870) per trovare un’unità d’intenti e d’azione contro quelli che possono essere identificati come i veri nemici della Chiesa. Per quanto il Circolo veda a lungo la compresenza di italiani e sloveni, ben presto i gruppi politici locali si differenziano proprio su base nazionale. È nell’ambito del Circolo che nasce il principale giornale cattolico di lingua italiana di Gorizia, “L’Eco del Litorale”.
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